I nostri servizi
- Visita tricologica
- Trattamento PRP
- Caschetto ad infrarossi
- Campi elettromagnetici pulsati
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I trattamenti tricologici
PRP
Il PRP viene impiegato per migliorare la salute del capello e arrestarne la caduta. Si tratta di un auto trattamento che incentiva la rigenerazione dei tessuti, è in grado di bloccare la caduta e di stimolarne la crescita nutrendo i bulbi sopiti.
Attraverso un prelievo venoso dal paziente stesso, con un procedimento di separazione dei componenti del sangue, si ottiene la parte ricca di cellule staminali che viene poi reinserita o attraverso micro iniezioni o attraverso elettroporazione, per una rigenerazione dei tessuti rapida ed efficace.
Caschetto a infrarossi
Per questo trattamento viene adoperato un caschetto simile a quello da bicicletta, ma dotato di infrarossi. Questo trattamento di tricologia permette di migliorare e stimolare la circolazione del cuoio capelluto e regolare da produzione di sebo dei bulbi piliferi, migliorando la salute del capello.
Campi elettromagnetici pulsati
Per questo trattamento viene utilizzato un caschetto o un materassino che viene appoggiato vicino alla zona da trattare. I campi elettromagnetici, a potenza controllata e sicura, permettono di stimolare la circolazione sanguigna periferica favorendo l’ossigenazione dei tessuti e la vitalità del capello
Rinfoltimento
Questo trattamento di tricologia viene effettuato con due metodiche, attraverso un vero e proprio autotrapianto oppure mediante nuove tecniche che prevedono sempre il prelievo di una minuscola porzione di derma, la quale viene lavorata in un modo particolare e reiniettata con microiniezioni nel cuoio capelluto per riattivare i bulbi. In ambito tricologico ed estetico tutte le prestazioni sono eseguite previa valutazione di fattibilità del singolo paziente da parte dello specialista.
Il trapianto? Meglio col robot
L’Italia condivide con la Spagna il record di “teste pelate”: un uomo su due. Per combattere l’alopecia androgenetica, la strada maestra è la chirurgia. Più veloce, precisa ed efficace, l’automazione è il migliore alleato di medico e paziente. Vi spieghiamo perché
“La calvizie è una cosa divina, non priva di nobiltà”, scriveva intorno al 400 d.C. il filosofo, diplomatico e vescovo greco Sinesio. Erano i tempi in cui la “testa pelata” – così come i capelli bianchi – era sinonimo di saggezza, esperienza e rispettabilità. Ma, soprattutto, non aveva alternative.
Oggi la calvizie – specialmente in età giovanile (alopecia androgenetica precoce) – è percepita come un punto debole: una sgradevole condizione di invecchiamento che può influenzare la fiducia in se stessi.
La buona notizia è che la calvizie può essere sconfitta. Dopo le lozioni, le iniezioni e le cure follicolo per follicolo (verrebbe da dire capillari), la strada maestra è il trapianto. Efficace, duraturo e non invasivo, il trapianto può essere adatto a quasi tutti i pazienti tra i 20 e i 65 anni.
Capelli in caduta, mercato in crescita
Non è un caso che il numero degli interventi anti-calvizie sia in costante aumento: più 6% l’anno. Solo nel 2021, informa Medihair – piattaforma che monitora l’andamento del settore – in Europa ne sono stati effettuati circa 358 mila. Una tendenza chiara per un comparto che vale circa 9,5 miliardi di dollari l’anno.
E che, si prevede, supererà i 15 miliardi entro il 2030.
Italiani secondi al mondo per calvizie
Le statistiche dicono che il maschio occidentale è (mediamente) calvo: 24 dei 47 Paesi con la più alta percentuale di uomini senza capelli si trova in occidente. Il Belpaese condivide con la Spagna (in cima alla classifica) il record di teste pelate: il 44,37%. Praticamente un uomo su due. A 80 anni è calva quasi l’80% della popolazione maschile. A cui si aggiungono i circa 4 milioni di donne affette da alopecia.
Ma che cos’è esattamente l’alopecia androgenetica? La calvizie di tipo maschile è la propensione ereditaria alla perdita di capelli. Inizia a manifestarsi nei ragazzi dopo la pubertà, quando i capelli si diradano e riducono lo spessore, soprattutto sulla fronte. Al contrario, quelli sulla nuca e sulle tempie sono geneticamente permanenti e destinati a rimanere stabili per tutta la vita.
Intelligente, robotico, meno invasivo
L’autotrapianto di capelli è, per dirla in breve, il trasferimento di follicoli vivi prelevati da una zona densa di capelli – di solito la nuca – a un’area glabra o meno folta. Può essere fatto manualmente (un follicolo per volta) oppure con il robot. Più veloce, meno invasivo e maggiormente preciso, il robot riduce la possibilità di errore umano, come la fatica del chirurgo (l’intervento dura dalle 4 alle 10 ore). Oppure l’involontario danneggiamento dei follicoli.
Il robot aiuta il medico a scegliere i follicoli migliori, raccoglie solo gli innesti sani, minimizza gli effetti collaterali e mantiene prestazioni costanti. Il risultato? Una qualità degli innesti più uniforme e un tasso di successo più elevato.
I vantaggi della tecnologia
Il trapianto di capelli automatizzato annulla una serie di variabili fisiche, mentali e tecniche umane come stanchezza, tremori e blocchi del medico, inevitabili in un intervento lungo dalle 4 alle 10 ore.
Per saperne di più
dott.ssa Rita Viscovo
info@maliz.it
tel. +39 02 9309391
Per il chirurgo
- garantisce strumenti altamente precisi in grado di piegarsi e ruotare oltre le capacità della mano umana;
- consente una migliore visione della sede d’intervento e offre la possibilità di controllare il braccio robotico a distanza;
Per il paziente
- minimizza il rischio di infezione e di sanguinamento;
- accorcia i tempi di degenza e di recupero;
- rispetto all’intervento manuale, il tasso di crescita dell’innesto è superiore del 15-20%
- il tasso di sopravvivenza dei follicoli va dal 95 al 98%;
- si riduce la necessità di “tornarci su” negli anni a venire.
Ecco perché, quando si intraprende la strada dell’autotrapianto di capelli, è fondamentale scegliere uno studio medico che si avvalga delle tecnologie più avanzate.